PALESTRA BAO LAN

    
 
mercoledì 21 agosto 2019
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  essere istruttori  

 Essere Istruttore non significa aver superato l’esame federale e indossare la cintura nera bordata di rosso! Il significato della cintura va oltre il segno di distinzione, è un significato di appartenenza e responsabilità .

L’istruttore più che insegnare, trasmette le conoscenze dell’arte che per anni  ha studiato e maturato presso il suo Maestro, questo garantisce la continuità della tradizione millenaria evitando l’improvvisazione.

QUALI  SONO I REQUISITI PER ESSERE UN BUON ISTRUTTORE ?

Molte sono le doti richieste per essere un buon insegnante , la prima cosa è amare quel che fai e amare tutti gli allievi: la gente nota subito chi insegna con la passione e chi si dedica a loro con amore.

La pazienza dell’elefante bianco sia sempre con voi !

Rispetto ed umiltà è il segreto della conquista di amicizia e fiducia

Essere PREPARATI sul piano tecnico e teorico: un buon Insegnante ha sempre le risposte pronte!

Dare sempre il buon esempio, se vuoi essere un buon insegnante devi essere prima un buon allievo con omportamenti corretti e rispettosi verso i tuoi Maestri e condiscepoli.

Insegna solo tecniche certe e trasmetti la teoria e la filosofia della Scuola con giusta interpretazione, evita l’improvvisazione e le considerazioni personali.

L’Istruttore deve volere bene a tutti suoi allievi ma deve anche saper tenere un atteggiamento distaccato; l’allievo è alla ricerca di una figura di guida e non di un amico!

GLI OBBLIGHI DELL’ISTRUTTORE :

Un Istruttore rappresenta non solo se stesso ma il nome della Scuola, del Maestro e della Federazione e questo implica un senso di responsabilità per tutto ciò che fa dentro e fuori dalla palestra.

Egli deve continuare a perfezionare l’arte e crescere nel cammino per essere utile al prossimo; gli allievi non crescono se il loro insegnante non progredisce!

Tenersi aggiornato verso progresso ed evoluzione nel mondo delle Arti Marziali.

Frequentando i corsi di aggiornamento, stage e il corso Istruttori federale, luogo dove ci si incontra tra Insegnanti per lo scambio di opinioni e della metodologia d’insegnamento.

Chiedere sempre autorizzazione del Maestro e consenso della Federazione prima di organizzare qualunque evento che porta il nome del Viet Tai Chi .

Essere sempre uniti tra gli Istruttori , l’ unione dà  forza, mai litigare a causa degli allievi.

Mettere l’interesse del VTC al di sopra di ogni interesse personale .

La cintura ed il titolo non ci portano prestigio e onore se non c’è sacrificio e lavoro dietro; non esiste un Maestro senza allievi e quindi ringraziamo gli allievi perché siamo Maestri! si è Maestro verso qualcuno e allievo verso qualcun altro, ognuno deve sapere vivere e rispettare il proprio ruolo.

Bravo maestro è colui  che ha bravi allievi, e tanti allievi bravi significano che ha reso servizio a molte persone.

 “Gli errori di un Generale possono portare alla sconfitta in battaglia , gli errori di un Insegnante potrebbero rovinare intere generazioni di studenti“ ( LAO TZU )

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  una scelta di vita  

Una volta in oriente, quando un bambino si avvicinava all’età di 5-6 anni, il padre lo portava al Maestro del villaggio e a lui affidava il figlio perché potesse insegnargli a diventare un uomo. il Maestro assumeva l’incarico e insegnava al bambino la calligrafia, le arti marziali e le regole di Confucio per crescere un uomo forte , buono e utile. Oltre ad essere un insegnante, era un Maestro di vita !

Al giorno d’oggi la ricerca di un arte marziale e di un buon Maestro diventa difficile, spesso i giovani guardano un film e attirati dalle scene d’azione decidono di mettersi alla ricerca. Sul internet si trova di tutto ed è veramente difficile distinguere il vero dal falso, come la superficialità dalla spiritualità! C’è chi dice che la propria è l’arte marziale più efficace, c’è chi si dichiara imbattibile, poi c’è agonismo, auto difesa in 4 lezioni etc...  Cosi facendo e navigando nel buio totale della conoscenza orientale si finisce per iscriversi alla palestra meno costosa ed più vicino a casa!
Per trovare un arte marziale adatta a te devi prima di tutto domandare a te stesso: cosa mi serve ? Auto difesa , ginnastica, efficacia , cultura orientale, filosofia o valori tradizionali ?

Spesso si inizia un’arte marziale per motivi molto casuali e superficiali; chi per accontentare un amico; chi per dimagrire un po’; qualcuno voleva diventare come Bruce Lee, Karaté kid o Kungfu panda !!! Ma tanti ragazzi finiscono per appassionarsi davvero e diventare dopo anni ottimi atleti! Ciò che conta all’inizio è un buon ambiente che senti familiare, che ti abbraccia e ti accompagna alla ricerca della vera Via delle arti marziali, con insegnanti validi ma pazienti.
Per quanto riguarda efficacia e imbattibilità ai giorni nostri è meglio comprarsi una pistola! La sicurezza sta dentro di noi, l’arte marziale ci insegna a temperare lo spirito, ci insegna la determinazione e ad affrontare le situazioni difficili della vita con una certa fiducia e auto controllo; nessuno può darci la vittoria. Se parliamo di agonismo: nessun’arte marziale prevale sull’altra , sono regolamenti e protezioni che fanno la differenza. Puoi far combattere una tigre contro un cane, se alla tigre tiri via gli artigli e le zanne!! Così, sul ring, la Thai boxe va alla grande, ma dentro la gabbia va meglio il jujitsu brasiliano…

Torniamo al Vietvodao: che cosa propone? la famosa frase detta del Grande Maestro Phan Hoang anni fa ci dà la risposta:
“La grandezza del uomo risiede nella sua semplicità, bontà e volontà, la grandezza di un arte marziale risiede nella sua bellezza, completezza ed nel suo scopo umano!”

Bellezza sì, un’arte deve essere bella con tecniche raffinate (e non pensare solo a tirare calci ai testicoli! ), completezza sì, perché ti aiuta a crescere in tutti i sensi (cosa serve tirare i calci spettacolari e poi non sapere cadere!), lo scopo umano è l’obbiettivo finale, imparare l’arte marziale per essere utile a se stesso e agli altri, un amico tra amici e non un nemico terribile tra nemici!!

Quando ero piccolo ero gracile e basso, a scuola tutti i bambini mi maltrattavano, cosi decisi di praticare il judo, ma dopo 6 mesi continuavo a prendere botte anche dai bambini che praticavano judo! cosi domandai al Maestro: ma se judo è la via della cedevolezza, dovrebbe il piccolo battere il grande, perché a me succede il contrario? Il Maestro rispose: si! il piccolo può battere il grande se questi non pratica judo!! e cosi cambiai palestra!
Secondo me per la riuscita nelle arti marziali ci vogliono solo 2 elementi, un buon allievo e un buon Maestro; se avete già trovato un buon Maestro allora cercate di diventare un buon allievo. Un adepto pigro, nemmeno un Maestro come Bruce Lee potrebbe farlo diventare bravo!
Buona ricerca

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  L'arte del guardare  

Sempre di più la gente non presta attenzione agli altri e non sa  guardare.

Anche qua in palestra è evidente che ciascuno pensa solo al proprio   esame, alla propria tesi, che per lui è senz’altro la più bella, al   proprio successo. Spesso capita che, mentre un allievo fa l’esame gli   altri chiacchierino.  Questo perché siamo sempre più egocentrici. 

Verso i dodici o tredici anni, quando vivevo in Vietnam, mi trovai ad   affrontare un avversario temibile. Contro di lui nessuno era mai   riuscito a vincere. E ora toccava a me affrontarlo. Tutti mi davano   per perdente. Aveva una tale estensione e velocità nello sferrare il   calcio circolare, che eliminava qualsiasi avversario al primo attacco.  

Ma io avevo deciso: l’avrei affrontato e volevo vincere. Mi recai così   di nascosto alla sua palestra e lo osservai durante un intero   allenamento. Ciò che mi avevano detto era vero: nessuno era in grado   di parare il suo calcio circolare, che colpiva sempre inesorabilmente   l’avversario sull’occhio sinistro. 

Tornai a casa senza aver trovato   soluzione al problema. La tecnica dell’avversario era formidabile e   inarrestabile, anche perché non si vedeva alcun segno di caricamento o   preparazione.  Non mi detti però per vinto. Tornai una seconda volta a osservare il   mio prossimo avversario.  Ancora niente. Anche l’espressione non mutava prima che sferrasse il   colpo fatale: il volto era una maschera impenetrabile, lo sguardo di   ghiaccio.  Ma ecco, al terzo allenamento vidi ciò che nessun altro aveva notato.   Prima del calcio l’atleta alza l’alluce del piede di appoggio. 

Era fatta.  Mi presentai all’incontro tranquillo e concentrato.  Appena vidi che il mio avversario alzava l’alluce entrai con un pugno   velocissimo. Ovviamente vinsi. 

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  angolo facebook  

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  lezioni aperte del Maestro Bao Lan  

in questa sezione troverete 
le lezioni aperte del M° Bao Lan 
che periodicamente scriverà su argomenti vari, 
sia di Viet Vo Dao che di Viet tai Chi 
per affrontare aspetti teorici e pratici delle Arti Vietnamite. 
se avrete domande o commenti da fare, 
potrete inviarli tramite questo contatto:

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